Pubblicato da: Admin | 29 novembre 2008

Thank you, Mozilla!

Per anni i c.a.p.t.c.h.a sono stati responsabili di una grave discriminazione ai danni di chiunque avesse problemi di vista. La loro esistenza ha reso inaccessibili milioni di siti che li hanno adottati come difesa dagli spammer, frapponendo una barriera, che ormai tutti consideravano insuperabile, tra l’utente e il servizio in rete.

I captcha hanno rappresentato un dramma per una parte di umanità esclusa da molti spazi su internet, tanto serio da spingere persino le Nazioni Unite a lanciare un vero e proprio allarme.

Da qualche mese però è caduta anche questa barriera informatica e ad abbatterla …sono stati quei geniacci di Mozilla che hanno creato un maghetto chiamato Webvisum!

A favore del cyberspazio gli hardware e software si evolvono a velocità strepitosa e a fronte di un esercito di creativi impegnati a rendere, di giorno in giorno, la vita più semplice e piacevole agli internauti superdotati, esiste una pattuglia di addetti ai lavori che si ingegna allo scopo di raggiungere gli stessi risultati di fruibilità dei servizi web a chi ha piccoli o grandi problemi sensoriali. Si tratta di un inseguimento estenuante e oneroso, che non sempre raggiunge l’obiettivo con immediatezza e quello della lettura dei captcha ottici ne è una dimostrazione.

Mozilla-Firefox con Webvisum ha regalato uno strumento che ridarà a milioni di persone la possibilità di navigare per esprimersi, socializzare e fare affari on line e di questa meritoria opera dovrebbe essergli riconoscente anche il comitato dei Nobel. ;-)

Nota leggermente amara: quello che è riuscito ai programmatori di Mozilla è riuscito anche ad alcuni “pirati” armati di botspam e, a causa di questo, a qualcuno starà mica venendo l’idea di creare degli antispam diversi e ancora più inaccessibili?

(Perla Scandinava)

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Pubblicato da: Admin | 11 dicembre 2007

Math Question blocca i commenti spam

Nel mondo WordPress è stato di recente introdotto il plugin Math Question a protezione antispam dei commenti. Math Question, come suggerisce il nome, propone un semplice quiz matematico a quanti vogliono postare un commento, e riproduce la stessa logica antispam utilizzata nei comment form antispam. Interessante notare che questo plugin potenzia e rende più efficiente l’azione di Akismet, il plugin antispam per eccellenza del mondo WordPress (e non solo), riducendo la coda di sospetto spam da moderare manualmente. Un ulteriore strumento di accessibilità nella lotta allo spam, che speriamo possa rapidamente diffondersi fuori dal mondo WordPress.

Pubblicato da: Admin | 3 dicembre 2007

L’inaccessibilita’ dei captcha certificata da W3C

Uno degli scopi principali del consorzio W3c è quello di rendere l’accessibilità al web garantita a tutti indipendentemente da eventuali limitazioni determinate da hardware, software, supporto di rete a disposizione, lingua madre, cultura, collocazione geografica, capacità fisiche e mentali.

Ed è in ragione di questa sua mission che il W3c ha preso in esame i codici antispam ottici, bocciandoli senza alcuna possibilità di appello.

Qui la relazione.

Pubblicato da: Admin | 1 dicembre 2007

Ci sono alternative ai captcha?

Vi segnaliamo un interessante articolo sulla inutilità dei captcha (soprattutto di quelli di tipo ottico) come strumento antispam. I captcha sono disfunzionali perché:

  • Disincentivano i commenti, richiedendo attività aggiuntiva all’aspirante commentatore;
  • Talvolta le immagini sono così distorte da essere quasi impossibili da leggere, anche per soggetti dotati di perfetta capacità visiva;
  • I captcha possono essere aggirati dagli hacker;
  • I soggetti non vedenti sono completamente esclusi dalla possibilità di commentare, sui siti che offrono tali opportunità;
  • Anche i dislessici hanno problemi di accesso a causa dei captcha ottici;

Ma oggi esistono alternative migliori e meno intrusive ai captcha.

Continua a leggere…

Pubblicato da: Admin | 1 dicembre 2007

Ma cosa sono i captcha?

Leggiamo la definizione da Wikipedia:

Con l’acronimo inglese CAPTCHA si denota nell’ambito dell’informatica un test fatto di una o più domande e risposte per determinare se l’utente sia un umano (e non un computer o, più precisamente, un bot). L’acronimo deriva dall’inglese “completely automated public Turing test to tell computers and humans apart” (Test di Turing pubblico e completamente automatico per distinguere computer e umani). Il termine è stato coniato, nella terminologia inglese, nel 2000 da Luis von Ahn, Manuel Blum e Nicholas J. Hopper della Univerisità Carnegie Mellon e da John Langford della IBM. Come consueto nella terminologia informatica il termine inglese viene utilizzato anche nella terminologia informatica italiana.

Un test captcha tipicamente utilizzato è quello in cui si richiede ad un utente di scrivere quali siano le lettere o numeri presenti in una sequenza di lettere o numeri che appaiono distorti o offuscati sullo schermo.

Dal momento che il test viene gestito da un computer, mentre il test originale di Turing viene gestito da un umano, a volte si descrive il test captcha come un test di Turing inverso. Si tratta però di una definizione fuorviante, perché potrebbe indicare anche un test di Turing in cui entrambi i partecipanti tentano di provare che non sono umani.

I captcha sono quindi

utilizzati per impedire che i bot utilizzino determinati servizi, come i forum, la registrazione presso siti, scrivere commenti e in generale tutte quello che potrebbe essere usato per creare spam o per violare la rete con operazioni di hacking come il brute force. Ultimamente questo tipo di test viene utilizzato anche per contrastare lo spam generato da bot obbligando il mittente, se non conosciuto dal destinatario, a superare un test captcha prima di consentire la consegna del messaggio.

Ma la natura stessa del captcha porta a discriminare alcune tipologie di utenti:

L’uso di test captcha basati sulla lettura di testi o altre attività legate alla percezione visiva impedisce o limita fortemente l’accesso alle risorse protette agli utenti con problemi di vista (ad esempio i daltonici). Poiché tali test sono progettati specificamente per non essere leggibili da strumenti automatici, i normali ausili tecnologici usati dagli utenti ciechi o ipovedenti non sono infatti in grado di interpretarli. Il loro uso, generalmente legato alle fasi iniziali di accesso o registrazione ai siti, e talvolta ripetuto per ogni accesso, può costituire una discriminazione nei confronti di tali utenti disabili che in alcuni ordinamenti costituisce una violazione delle norme di legge.

Le nuove generazioni di captcha, create per resistere ai più sofisticati programmi di riconoscimento di testi, possono essere molto difficili o impossibili per molti utenti, anche nel pieno possesso della propria capacità visiva.

Qualcuno potrebbe obiettare che, in fondo, non vedenti, ipovedenti, dislessici o daltonici sono complessivamente una minima frazione dell’utenza internet. Un piccolo scotto da pagare per combattere lo spam. Sfortunatamente, i captcha sono aggirabili dagli spammer. Continua a leggere…

Pubblicato da: Admin | 30 novembre 2007

Why do you use c.a.p.t.c.h.a?

Nasce oggi il primo blog interamente dedicato all’accessibilità nel web. Sarà gestito esclusivamente a favore della campagna di informazione e sensibilizzazione sui problemi che i dispositivi antispam che rispondono all’acronimo c.a.p.t.c.h.a. (completely automated public turing test to tell computers and humans apart) stanno causando alla libera navigazione degli utenti vedenti, ipovedenti, nonvedenti o dislessici. Potete contribuire a questo sito segnalando articoli sul tema che reputate interessanti, sia commentando i singoli post che scrivendo alla redazione.

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